Brodsko

[GDR] 004

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Pioveva quella mattina di primavera. Nubi color cenere scaricavano litri su litri d'acqua sopra le teste dei poveri passanti, come una cascata di diamanti, tanto dall'annegare i pochi germogli spuntati. Ad Avalon, nel quartiere basso, s'era formato uno strato di fango sul selciato della via così putrido e scivoloso che non pochi abitanti si ritrovarono con il sedere bagnato quel dì.


 


"Bah.. Avremo un'estate secca.."


 


Commentò acido Iosif, indossando il suo pesante pastrano grigio. Erano passate decadi da quando i Modernisti erano tornati ma, secondo lui. ben poco era cambiato. "Tutta colpa di quei mentecatti dei moderati!" diceva, sputando per terra, "Ci fosse ancora il Direttorio Informativo altro che Compromesso Storico!> e si allontanava sbuffando e maledicendo i commensali. In tutti quegli anni l'unica cosa cambiata era la sua situazione familiare. Burbero come un orso insonne in inverno, aveva trovato una compagna che lo apprezzava così com'era. Julia era il suo nome, piccola, grassottella ma tutto pepe. Dalla loro unione era nato un pargolo bello come il sole ma, questa, è un'altra storia.


 


"Esco.. Vado a prendere la Vodka."


 


Tuonò, facendo vibrare i vetri della casupola, aprendo la porta ed esponendosi alle intemperie. Solo una vocina d'assenso si sentì provenire dall'altro lato della casa, poi, ripiombò il silenzio. La strada era quasi vuota visto che, quel dì, era giorno di festa e il brutto tempo aveva costretto gli abitanti a casa.


 


"Ufff.. Di questo passo andrò a lavorare in canoa."


 


Mugugnò solitario mentre una carrozza trainata da due sauri neri lo affiancava. Nemmeno il tempo di criticare l'assurda velocità del mezzo che le porte si aprirono, facendone uscire quattro uomini incappucciati che lo tramortirono colpendolo più volte al capo con l'elsa delle spade. Il pastrano rimase lì, sul marciapiede mentre la diligenza ripartiva veloce come un fulmine.


 


 


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La prima cosa che gli fece male fu la testa, come avesse un minatore impazzito che cercasse di estrarre del carbone dal suo encefalo. Cercò di tastare il bernoccolo ma, subito, scoprì di essere immobilizzato. Entrambe le mani erano saldamente legate dietro lo schienale della scomoda sedia, obbligandolo a rimanere in una postura innaturale e dolorosa. Nemmeno il tempo di rinvenire ed ecco un fascio di luce accecante andargli dritto nelle iridi. 


 


"Iosif Gavrilovic Brodsko, vogliamo quel codice. ORA!"


 


Ordinò la voce, stentorea, d'imperio.


Passò qualche interminabile secondo quando un anfibio militare lo colpì dritto sul petto, facendolo cadere riverso. Lo stesso stivale calò subito dopo a tradimento sulle tempie, schiacciandolo sul pavimento polveroso.


 


"Quel ca**o di Codice!!"


 


Ripeté, inflessibile.


Gli occhi socchiusi fissarono la figura nera contornata dall'accecante candore.


 


"Voi conoscete il mio nome ma quel documento era solo per i miei occhi."


 


Spiega, sorridendo beffardo al dolore mentre la pressione del piede aumentò, facendogli sbattere le palpebre dall'agonia.


 


"Non vi dirò niente. Dal modernismo con amore, bellezza."


 


Conclude, regalandogli sprezzante unocchiolino.


L'anfibio volò via solo per essere sostituite da un paio di nodose mani che lo presero per il collo, rimettendolo seduto. Un rapido uppercut sul mento gli ruppe un incisivo facendogli esplodere il dolore in bocca mentre una lama fredda come il ghiaccio si posò sulla sua gola, facendo scendere un piccolo rigolo di sangue.


 


"Per l'ultima volta, il Codice! Il mio collega ha appena rinnovato la licenza di uccidere e non vede l'ora di riutilizzarla."


 


Con il capo rivolto verso il sordido soffitto e la bocca grondante, il volto si rialza esausto. Si volta leggermente, per sputare un grumo di sangue per terra.


 


"Come diceva mio nonno.. Vivi e lascia morire, amic..."


 


La lama si conficcò sul suo fianco sinistro, facendolo urlare dal dolore. 


 


"Questa era la tua ultima possibilità. AMICO.."


 


Conclude la figura mentre il proiettore si spegne in un lampo e il silenzio cala macabro nella stanza.


 


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Fa così.. Freddo.. Ma pure caldo.. Sto così bene.. E' questa la morte?


Riaprì gli occhi d'un tratto, Iosif, trovandosi immerso nella calda acqua termale mentre il suo petto nudo si stagliava nel freddo innevato.


Incredulo, si tastò dove era stato colpito, scoprendo cicatrici e rammendature.


 


"Non si dimeni troppo, Compagno Brodsko, del resto si vive solo due volte."


 


Quella voce.. Era la stessa di prima!


Si girò di scatto, vedendo un uomo sulla sessantina seduto di fianco a lui, in ammollo ad occhi chiusi.


 


"Mmm.. Quest'acqua è paradisiaca..Quando mi immergo qui dentro, beh, la morte può attendere."


 


Ghigna, chiudendo gli occhi in stato di trance, mentre Iosif continuò a gettare sguardi guardinghi alle sue spalle.


 


"Ma cosa?"


 


"Si calmi, Compagno. Il mondo non basta e presto sarà assegnato alla sua mansione, una zona di pericolo.."


 


"Mansione? Quale mansione?"


 


"Alla sua destra troverà tutte le risposte. Ah, e complimenti per la prova. Mi avevano detto che lei è un bersaglio mobile ma non pensavo che resistesse a tal punto, lei sarà un ottimo sostituto per me.."


 


Iosif, vide il fascicolo rosso, lo prese e lo aprì, leggendo rapidamente le prime pagine.


 


"Come Commissario uscente le do il benvenuto al servizio di Sua Eccellenza."


 


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