Bendersnake

[Racconto Jagd] La fine di Silthrim

16 risposte in questa discussione

Soren era un ragazzo prestante, innamorato della sua donna, di famiglia agiata. E il fiore dei suoi anni non era l'unico che sbocciava in quella primavera di Silthrim: la città si librava leggera nel cielo, e l'aria era carica di profumi grazie agli alberi e ai fiori piantati dagli Snipperworm per abbellire quella che era de facto la capitale di Mirrodin. Lo scalo ferroviario, in quel periodo dell'anno, era solitamente pieno di viaggiatori: operai che volevano essere assunti per la ricostruzione di Alyon, mercanti di Zarìa che facevano scalo per approfittare del ritorno di Dalmasca come alleata, qualche sparuto mercante Unionista o un semplice turista dalla megalopoli di Nyan.

Capitava persino di incrociare un predicatore modernista, subito fermato dalla polizia segreta dell'EDPPM, l'Ente per la Difesa della Persona e del Pensiero Mirrodiniano.

Ma quest'anno era diverso. Al profumo dei fiori si mescolava un odore di preoccupazione, e sguardi tesi venivano lanciati verso Humine. Soren era alla stazione con Bertha, ma non per la tradizionale vacanza; era in uniforme grigia da fanteria, zaino in spalla, stretto tra centinaia di suoi simili.

"Sii forte amore... e torna vivo, ti prego... non sopporterei di perderti...."

"Non preoccuparti tesoro, tornerò presto. Questa guerra durerà poco vedrai, schiacceremo l'Unione in un attimo... pensaci, l'imperatore non l'avrebbe dichiarata sennò, no? Lui pensa sempre al nostro bene."

In quel momento passò un drappello di soldati dell'Armata rossa. Dovevano farsi strada a spintoni, perché nessuno li lasciava passare senza tirargli almeno uno sguardo truce, subito contraccambiato. 

"E perché devi combattere con quella feccia? Hanno sempre portato soltanto guai..."

"Sembra che l'Unione li abbia traditi... boh... sinceramente ne ho capito poco, ma basta che abbiano capito l'Imperatore e i suoi ministri."

Nessun mercante, nessun unionista; la stazione era gremita di soldati pronti alla morte, pronti a distruggere l'eterno nemico. Alcuni cantavano canzoni prontamente confezionate dalla propaganda. Un ufficiale salì su un palco appositamente preparato, e centinaia di braccia si alzarono a segno di saluto. Le sue vuote parole parlavano di vendetta, vittoria, di un Nuovo Ordine... ma ciò che veramente importava a Soren, era trovare un ritaglio di tempo per baciare l'ultima volta la sua Bertha.

 

 

 

 

Ripensava a questo giorno mentre la gola del soldato sotto di lui cedeva, schizzando quel sangue uguale al suo per la strada. Era tornato a casa, inaspettatamente; era Silthrim la città in cui stava combattendo, con spada di diamante e fucile, al fianco di soldati rossi, granatieri di Zarìa e semplici cittadini che volevano difendere la loro città ancora per qualche ora.

"SOREN! PRENDI QUESTO FUCILE E SALI SU"

Un'esplosione e un atroce suono di lamiere avevano interrotto le parole del commilitone. Per quel che poteva vedere, una aeronave si era schiantata sull'enorme statua di Torterra, sventrandone il busto; ma minacciose nubi e il fumo degli incendi gli oscuravano la vista a pochi metri.

"E SALI SULLA TORRE DI QUESTA CASA, FAI UNA RICOGNIZIONE E TORNA QUA! PRESTO!"

Soren prese il lungo fucile e corse su per le scalette di una bella casetta borghese, di pietra; stranamente non era saccheggiata, non era in fiamme, era un piccolo paradiso nell'inferno in cui si era trasformata la sua città.

Quando finalmente arrivò in cima alla torretta, uno spettacolo terrificante si presentò ai suoi occhi.

La città bruciava, ed era avvolta da un denso fumo nero. Ogni tanto una torre crollava; nel cielo volavano aeronavi di ogni misura, piccole e private per l'evacuazione, medie per supportare e sbarcare le truppe, più grandi che ingaggiavano battaglia con quelle unioniste, e sopratutto enormi aeronavi con drappelli rossi facenti rotta verso l'Unione, cariche di non si sa cosa.

Non più attutito da spari e fumo, si sentiva gracchiare un altoparlante:

"Sudditi! È obbligatoria l'evacuazione della città attraverso le aeronavi imperiali o moderniste, portate il bagaglio minore possibile e non portate zenar, non serviranno! Gloria all'Impero!"

Ed eccola, una aeronave imperiale: splendente, spaziosa, terribilmente armata, la personificazione del Superno Lelem che veniva a salvarli dall'inferno che era diventato il mondo, e soprattutto veniva a salvare la sua Bertha, ammassata in quella folla.

E subito Soren corse in strada, riferì la situazione aerea al comandante, e cominciò l'ultima ritirata verso la nave,  che intanto si portava all'altezza della piazza principale. I soldati di Mirrodin, Thoringrad e Dalmasca, uniti per l'ultima volta dopo la sconfitta, correvano verso la salvezza, inseguiti dagli Unionisti. Questi ultimi caricavano persino con suineria sbarcata dalle aeronavi direttamente sui ponti; ponti che prontamente saltavano in aria grazie alle mine dei genieri modernisti, riversando il loro carico di soldati, diamante e majitek nella baia sottostante, ormai piena di detriti e sangue. I Granatieri di Zarìa scesi dalla nave, coprivano la ritirata; ed ecco che i primi soldati salivano, mentre la nave stessa cannoneggiava senza pietà sulla città.
Decollo! Libertà! Finalmente si poteva arrivare... dove?
Dopo pochi minuti, la destinazione era davanti a loro. Spes!
Il portale era aperto.
E decine di navi moderniste, nyane, imperiali, entravano dentro, cariche di profughi, che le accompagnavano anche da terra. Intanto, genieri modernisti piazzavano strani contenitori per le rovine, probabilmente gli stessi che sganciavano da quelle strane navi. Ma a cosa potevano servire? Perché abbandonavano Jagd, per andare dove? Sì, avevano perso la guerra, ma non era finito il mondo!
Un vecchio ufficiale dell'URMM lo sentì mentre ne discuteva con Bertha, e gli rispose:

"Sicuro? Ancora non hai capito cosa c'è dentro quei contenitori? Fidati, qualunque mondo ci possiamo trovare davanti, qualunque ricostruzione, qualunque guerra contro i nativi, sarà comunque un mondo migliore di quello che lasceremo ai vincitori. Loro si scioglieranno davanti ai loro cari, dovranno vivere sottoterra per generazioni per sfuggire ai mostri di cui si popolerà il mondo, e noi anche se ridotti e provati, non saremo all'Inferno. Perché è questo che gli stiamo buttando addosso, è questo con cui li abbiamo contaminati nell'ultima battaglia: L'inferno!"
Ed ecco che la nave transitava nel portale: appena entrati nel nuovo mondo, tutti i motori si spensero, lasciandoli in caduta libera verso il futuro.

 

Per la tecnologia, forse sono stato un po' libero ma lo eravamo... e poi c'è la scusa del majitek che poi non funzionava più :D

Modificato da Bendùr

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Bellissimo davvero! Grande! :-D

 

Solo un paio di obiezioni, parto dalle più piccole per andare alle più grandi :-P

 

1) Si dice majitek, denaizzato :asd:

2) Ogni tanto fai un pò troppo infodumping, ad esempio quando scrivi "enormi aeronavi con drappelli rossi facenti rotta verso l'Unione, cariche di non si sa cosa" (perchè "cariche di non si sa cosa"? Praticamente dici già al lettore che tu sai che c'è qualcosa lì dentro, scavalcando quella che è la visione non onniscente del protagonista), oppure tutto il discorso finale dell'ufficiale mirrodiano (perchè dovrebbe sapere una cosa del genere, non è mica l'Alto Maresciallo e comunque sicuro che l'avrebbe detto ad un semplice soldato?)

3) Cosa più importante, in verità l'esodo non avviene subito, la guerra finisce definitivamente prima che il virus Legione venga sganciato, ergo anche l'evacuazione non è così immediata. Almeno così è come l'ho sempre intesa io, leggendo i vari gdr :-)

 

Comunque un meraviglioso scorcio, invito chiunque si ricordi quei giorni a fare racconti simili :-)

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Le navi cariche di non si sa cosa, perché si sapeva che non avevano bombe a bordo ed erano segrete nei bollettini, la voce di strani contenitori... Boh un po' ambiguo in effetti...

beh un ufficiale dell'URMM che sa ormai poteva dirlo, dopo pochi secondi sarebbero passati nell'altro piano e immagino che la cosa sia stata resa subito pubblica, per giustificare l'esodo...

Per la tempistica me l'ero fatto anche io il problema, ma visto che il virus in teoria doveva tornare a casa con le truppe unioniste vittoriose bell'ultima battaglia, la fuga doveva essere stata precipitosa prima che anche uno dei fuggitivi toccasse il virus e rischiasse di portarselo nel nuovo piano. Se si lasciava il tempo di far finire la guerra, un'arma biologica del genere (che al contrario di quelle vere, non perde di aggressività dopo pochi giorni) avrebbe avuto poco senso.

Modificato da Bendùr

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Io mi ricordo che Synesthesy e Snipperworm scrissero un racconto sul fato di Silthrim alla fine della 3° era, una volta che la città fu svuotata...

Mi fai tornare a quei tempi... :asd:

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Le navi cariche di non si sa cosa, perché si sapeva che non avevano bombe a bordo ed erano segrete nei bollettini, la voce di strani contenitori... Boh un po' ambiguo in effetti...

beh un ufficiale dell'URMM che sa ormai poteva dirlo, dopo pochi secondi sarebbero passati nell'altro piano e immagino che la cosa sia stata resa subito pubblica, per giustificare l'esodo...

Per la tempistica me l'ero fatto anche io il problema, ma visto che il virus in teoria doveva tornare a casa con le truppe unioniste vittoriose bell'ultima battaglia, la fuga doveva essere stata precipitosa prima che anche uno dei fuggitivi toccasse il virus e rischiasse di portarselo nel nuovo piano. Se si lasciava il tempo di far finire la guerra, un'arma biologica del genere (che al contrario di quelle vere, non perde di aggressività dopo pochi giorni) avrebbe avuto poco senso.

 

Scrissi al tempo che l'evacuazione a Thoringrad fu più precipitosa a causa dell'infettività fuori controllo del Virus.

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E dopo quest'eccidio che è costato novanta milioni di vittime, ancora ci sono persone che si definiscono modernisti senza arrossire, vergogna! :asd: :asd: :asd:

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E dopo quest'eccidio che è costato novanta milioni di vittime, ancora ci sono persone che si definiscono modernisti senza arrossire, vergogna! :asd: :asd: :asd:

Non sono stati i Modernisti, è stato un non morto impazzito (F. W. Synesthesy Borgia). Il Segretario ed il Presidente, in GdR, sono stati fregati da lui, mica avevano intenzione di fare un eccidio. Si vede che non hai letto bene i GdR dell'epoca. :asd:

Ma d'altronde era più facile dire "tutta colpa dei Modernisti, evviva l'Unione!" :asd:

Modificato da Adegheiz

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E dopo quest'eccidio che è costato novanta milioni di vittime, ancora ci sono persone che si definiscono modernisti senza arrossire, vergogna! :asd: :asd: :asd:

La morte di un uomo è una tragedia, la morte di milioni di uomini è una statistica. (Cit. Baffone)

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Non sono stati i Modernisti, è stato un non morto impazzito (F. W. Synesthesy Borgia). Il Segretario ed il Presidente, in GdR, sono stati fregati da lui, mica avevano intenzione di fare un eccidio. Si vede che non hai letto bene i GdR dell'epoca. :asd:

Ma d'altronde era più facile dire "tutta colpa dei Modernisti, evviva l'Unione!" :asd:

 

Tutte fuffe :asd: infatti persino gli ufficiali mirrodiani di più basso grado sapevano del virus legione, ecco la prova provata :asd:

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Tutte fuffe :asd: infatti persino gli ufficiali mirrodiani di più basso grado sapevano del virus legione, ecco la prova provata :asd:

GOMBLODDO! Erano Rettiliani!

Piace a fl4sh3x e goldr31

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3) Cosa più importante, in verità l'esodo non avviene subito, la guerra finisce definitivamente prima che il virus Legione venga sganciato, ergo anche l'evacuazione non è così immediata. Almeno così è come l'ho sempre intesa io, leggendo i vari gdr :-)

 

Comunque un meraviglioso scorcio, invito chiunque si ricordi quei giorni a fare racconti simili :-)

 

 

Veramente il Virus Legione viene diffuso DURANTE la battaglia del Monte Morgan. Il motivo per cui fu l'Unione e non altri a patirne le massime conseguenze fu il fatto che il maggior numero di superstiti della battaglia, e dunque il maggior numero di portatori del virus, provenivano dall'Unione. E' plausibile pensare che von Soerensen (che restava un non morto impazzito, o comunque fuori controllo) avesse pronto un piano in caso di vittoria dell'Impero, e che questo fu solo il suo piano B, ma in verità non lo sapremo mai....

E l'esodo avvenne immediatamente dopo la battaglia, in quanto era stata preparata una via di fuga già in anticipo...

 

In ogni caso, è ovvio che parte dell'Armata Rossa sapesse cosa W.F. avesse intenzione di fare, e gli stava bene. Alcuni dell'Armata, soprattutto vecchi veterani, erano fedeli a Wilhelm sempre e comunque (nonostante ci sia stato, successivamente, un feroce dibattito per stabilire se il Rinato era effettivamente lo stesso che aveva fondato il Modernismo), a me il racconto mi sembra abbastanza plausibile....

Modificato da Synesthesy
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