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[Letorian/Eseldur] [Gdr canonico] Terza parte: la vita di tutti i giorni

8 risposte in questa discussione

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Piano di Letorian

Protettorato di Spes

Anno della Fondazione 2651

 

Mijenon affrettò il passo, spaventato dall'idea di arrivare in ritardo. Non era mai una bell'idea far attendere l'Alto Protettore. Incurante degli schizzi di fango sulla sua tunica e delle pericolose grandi ruote dei carri colmi di grano che rischiavano continuamente di tranciargli un piede, lasciò in fretta e furia l'affollatissimo mercato delle Fodere, attraversando poi per intero il corso dei Mille. Notò distrattamente che alcuni attendenti stavano già accendendo le lampade a bagliopietra e che il sole era ormai quasi tramontato. Si mise a correre.

Arrivò al palazzo pochi minuti più tardi. La costruzione, imponente e al tempo stesso estremamente semplice, lo incupì. Per quale motivo il molto onorevole Masfolpu Lelem lo aveva fatto chiamare?

"Fermo" disse una guardia all'entrata maggiore, sbarrandogli la strada con una lunga lancia "identificarsi"

"Mijenon Elivonùl, per servirla. Sono richiesto dall'Alto Protettore in persona"

Venne fatto accompagnare lungo un dedalo di corridoi, con suo sommo stupore.

"Questa non è la zona cerimoniale" disse al suo anfitrione, un uomo dai capelli radi e brizzolati.

"No, vedrà Sua Eccellenza nello studio privato"

"Che onore! Mi dica, come..."
"Non faccia domande, non guardi troppo in giro, non tocchi niente. Quando si troverà di fronte a Sua Eccellenza, verrà presentato come suo umile servo da un araldo, aspetterà tre secondi esatti da che avrà finito di parlare e si inginocchierà - sul ginocchio destro, mi raccomando! Il sinistro è solo per i questuanti! -, rimarrà in questa posizione per altri tre secondi, infine porterà la fronte al pavimento e una volta immobile dovrà dire la formula non sono degno, non sono degno, non sono degno. Tre volte, tutte di fila. Si ricordi di aspettare che Sua Eccellenza le conceda il privilegio di alzare lo sguardo, prima di fare qualsiasi cosa. Sono stato chiaro? Bene, eccoci arrivati"

 

Senza neanche un secondo per riprendere fiato, fu letteralmente sbattuto dentro uno stanzino buio. Credette di essere in una qualche anticamera, poi vide che in mezzo al salotto c'era una scrivania e dietro di essa, un uomo che non aveva mai visto di persona, ma il cui volto era presente in parecchie decine di migliaia di zenar.

"Sua Eccellenza il Molto Onorevole Alto Protettore di Spes, Masfolpu XVII Lelem, detto il Savio, permette ed elargisce al suo umile servo, servo, solo un servo, di essere accolto nella dimora dello Stato. Che il servo, servo, solo un servo riverisca!"

Mijenon aspettò tre secondi, poi cominciò la trafila cermoniale prevista. Con la fronte imperlata di sudore, aspettò accovacciato sul pavimento per diversi minuti, in un silenzio di tomba.

 

Masfolpu finì di scrivere una lettera, mise a posto il calamaio e guardò il maestro.

"Alzati" gli disse seccamente.

Indicò una sedia di fronte alla scrivania e subito Mijenon si fiondò, senza proferire parola.

"Ho sentito dire" disse l'Alto Protettore "che nella sua classe fai ben più che insegnare"

"Prego?" chiese Mijenon.

"Lo sai che Spes si regge sulle esportazioni? E che noi non abbiamo grandi campi arati, nè una popolazione di rispettose dimensioni o preziose miniere da cui attingere i metalli più nobili. Quindi, maestro, che cosa esportiamo noi?"

Mijenon si umettò le labbra "sapere, anzitutto, Alto Protettore. Conoscenza, leggi, cultura"

Masfolpu annuì "è esatto. Non possiamo concederci molti lussi, da noi, quel che diamo è in natura economica minore rispetto a quel che riceviamo dalle altre nazioni"

"Ma noi siamo Spes" disse Mijenon "noi preserviamo! Siamo i custodi dell'Antico Portale e..."

L'Alto Protettore si mise a ridere "smettila con queste frasi di propaganda! L'Antico Portale non ha alcun bisogno di custodi, è ben difficile che qualcuno possa scalfirlo. Noi non siamo qui a proteggere l'Antico Portale: siamo qui a sorvergliarlo, vuoi per essere pronti a fuggire da questo Piano se servirà mai, vuoi per avvertirlo dei futuri nemici. Ed è proprio questo il periodo storico che stiamo vivendo: un periodo molto interessante. cos'hai fatto a quella mano?"

Mijenon scattò fulmineo, prendendosi la mano con l'altra "un cavallo, Vostra Eccellenza. Una di quelle bestiacce mi ha troncato di netto un dito, anni fa"

"Ed è per questo, solo per questo, che ce l'hai con i myraliani? O è forse solo l'inizio? Immagino tu ti sia arrabbiato, quando due di loro ti hanno scavalcato nelle graduatorie per entrare come docenti all'università, giusto?"

Mijenon non sapeva che dire, così rimase in silenzio, mentre Masfolpu continuava.

 

"Erano più competenti di te, semplicemente. Molto più competenti. E più umili, se devo dirla tutta. Sei un bravo maestro, Mijenon Elivonùl, ma solo un maestro adatto alle scuole inferiori, fattene una ragione. Ed è ora che capisci bene una cosa, maestro" gli puntò un dito accusatore contro "ora esportiamo anche cultura myraliana, letteratura myraliana e, incredibile a dirsi, persino mercenari myraliani. Devi smetterla di sobillare i tuoi studenti contro i nuovi arrivati, essi giovano alla nostra economia e tu, piccolo maestro, dovresti ricordarti che sei perfettamente sostituibile. Intesi?"

"Sì Alto Protettore" rispose velocemente Mijenon, divenuto nel frattempo mortalmente pallido.

Masfolpu tornò a guardare le carte sopra la sua scrivania "molto bene, puoi andare"

Mijenon si alzò e s'inchinò, incerto su quale fosse il cerimoniale di commiato. Indietreggiò fino alla porta, poi si voltò.

"Ah, un'ultima cosa"

Mijenon fece una perfetta piroetta di centottanta gradi "Sua Eccellenza?"

"Ho sentito dire che nella sua classe ci sono alcuni studenti che non possono pagare la retta, è corretto?"

"Sì Sue Eccellenza, è così. Il Protettorato di Spes colma tali lacune economiche grazie a dei fondi appositi"

Masfolpu storse il naso, evidentemente contrariato "posso assicurarti che la cosa non andrà ancora per le lunghe. E' ignobile che certa gente possa insozzare i luoghi di cultura in questo modo. E' mio interesse far ragionare il Concilio ed eliminare tali fondi. Evita pure di perdere troppo tempo con quegli studenti, maestro, entro un mese o due andranno a lavorare insieme ai loro genitori, com'è giusto che sia"

"Com'è giusto che sia" ripetè Mijenon, per la prima volta dall'inizio dell'incontro con il morale più alto.

Piace a MayuriK e Adegheiz

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La parte finale mi ricorda l'ultimo episodio di Four Rooms, la scena nella quale Tim Roth, mentre se ne sta andando, si blocca su una gamba con l'altra alzata e con una piroetta a 180° si volta verso Tarantino che gli sta offrendo dei soldi xD

Modificato da snipperworm

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Ci vorrebbero più maestri Modernisti a Spes :asd:

 

Avrete la vostra parte ;-)

 

La parte finale mi ricorda l'ultimo episodio di Four Rooms, la scena nella quale Tim Roth, mentre se ne sta andando, si blocca su una gamba con l'altra alzata e con una piroetta a 180° si volta verso Tarantino che gli sta offrendo dei soldi xD

 

Madonna che memoria :asd: non lo vedo da anni quel film ^^'

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Avrete la vostra parte ;-)

Spero che sia bella, ma io intendevo per trattare con equità gli alunni poveri :asd:

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