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GrecoGenoa

[GDR per contest] La Fine

19 posts in this topic

Qua propongo un GDR per il contest per la betakey per il nuovo server! Spero vi piaccia!

 

GDR per contest
Piano di Letorian
Anno di Fondazione 2658
Città di Mainart

Un anno era, oramai, passato, dallo spaventoso e scioccante attacco al Provettorato di Spes, attuato da Drarth Wilhem. I Myraliani lo avevano annunciato e loro non avevano voluto ascoltare. Sapevano di aver fatto un terribile errore e, effettivamente, in questo ultimo anno, tutti, compresi i più scettici e coloro che erano decisamente contro i Myraliani, dovettero ricredersi, iniziando a lottare per sopravvivere. Era passato già un anno, lento ed inesorabile. La loro era una delle poche città rimaste in vita. Almeno così dicevano le notizie che fino a qualche mese fa arrivavano. Non ricevevano nuove da moltissimo tempo, talmente tanto che, tutti, si chiedevano se ci fosse ancora qualcuno al di fuori della montagna dove vivevano. Erano rimasti nell’oscurità, senza rivelare la loro presenza fino al completamento della città stessa. Poi decisero di iniziare ad avere contatti con il mondo esterno, ma solamente come abitanti della montagna. Non volevano espandersi, no, non era quello che interessava a loro. A loro bastava il commercio, soprattutto di cibo, che si rivelò essere il motivo della loro sopravvivenza. Riuscirono subito a scambiare le grandi quantità di metallo ricavate, con pecore, maiali e mucche, fatte poi riprodurre. Così quella città oscura, della quale non si sa nemmeno il nome, sopravviveva. Non si facevano vedere e continuavano a tenere spente le luci la notte, tranne alcune, ma molto fioche, giusto per poterci vedere qualcosa. Le notti erano la fase del giorno peggiore. Tutti avevano il terrore di non poter fuggire durante quei momenti.

I bambini non sapevano nulla. Credevano fosse tutto un gioco. Era così che gli adulti avevano giustificato quell’assenza di informazioni. Quell’assenza di movimento che caratterizzava la città giorno e notte, prima. I ragazzi già iniziavano a capire che qualcosa non andava, ma sapevano che fare domande avrebbe solamente portato a un castigo, da parte di genitori ed estranei, che sarebbe stato molto più pesante di quelli normali, ai quali erano abituati. Al contrario, tutti coloro che sapevano, tentavano di mantenere il sangue freddo, anche se, in cuor loro, erano terrorizzati all’idea di una morte orribile come era stata descritta, dai pochi che si erano salvati ai vari massacri che Drarth aveva provocato. Era una morte di dolore e rabbia, di impotenza e paura.

Lui era un semplice soldato, che ogni giorno stava a guardia, sulle mura, ad osservare l’orizzonte sperando sempre che nulla arrivi a sformare quella linea perfetta che ogni singolo giorno, da quell’evento, lui guardava. Il suo nome era Anismis Eundalimun, figlio di Forismior Eundalimun e Alissia Ordalimunsi. Entrambi erano ricchi ed importanti mercanti, decaduti dopo aver tentato di fuggire dalla città, lasciando lui, solo, appena nato, in balia del destino. Erano fuggiti a causa degli enormi debiti che si erano procurati. E li avevano ottenuti soprattutto per mantenere lui, il loro bambino, la disgrazia che li aveva rovinati. Almeno così gli era stato raccontato, lui mai avrebbe saputo la verità.

Per sua fortuna o per un destino deciso dai Superni, fu trovato da un vecchio soldato, un anziano signore che aveva servito la città sin dalla sua fondazione, posando pietre sulle mura della città e sulle case, aiutando a costruirle. Era uno dei pochi saggi rimasti. Lo allevo come suo figlio e gli rivelò la sua storia solamente una volta cresciuto ed adulto. Lui accettò la cosa, anche se non l’avrebbe rivelata a nessuno, a nessuno avrebbe detto la sua storia.

A nessuno avrebbe rivelato il suo vero nome, probabilmente facendo ciò avrebbe avuto una macchia non lavabile, troppo pesante da sopportare per il suo animo. Adesso si faceva chiamare Marconius Allendus, soldato semplice arruolato solamente da due anni e già chiamato a sopportare una situazione di così grande tensione. I giorni passavano e lui non pensava ad altro che al fatto che non avrebbe potuto fare niente comunque, anche se avesse avvisato tutti.

La macchina mortale di cui parlavano era imbattibile. Si diceva che avesse distrutto piani interi, forse, addirittura, i Superni. Lui sperava che non fosse così, ma il destino già una volta gli aveva dimostrato che la vità era una cosa orribile e crudele. Era molto poco speranzoso in un improbabile salvezza, nella quale persino i più fiduciosi stentavano a credere. Lui era lì ad aspettare, l’inesorabile e decisamente probabile arrivo, di quella che in molti temono e nella quale molti sperano arrivi dopo il loro tempo. Aspettava solamente la Fine.

Proprio per questo iniziò a scrivere una specie di diario, nel quale raccontava giorno per giorno la sua vita da soldato e tutto ciò che pensava nei vari momenti della giornata. Chiamò questo libro “Cronache di Anismis, detto Marconius”. In questo “diario”, rivelava tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dire ai suoi pochi amici e ai suoi compagni. Ora ne riporterò alcune frasi.
“Giorno 31, Mese I”
E’ passato un mese dall’attacco a Spes. Siamo in grande allerta. Sono arrivate nuove dal fronte. I combattimenti per la salvezza e la speranza sono terribili e devastanti. Pochi sono riusciti a salire su quella nave, dove si trova ogni tipo di abominio. Quei pochi non sono tornati. Molti dicono siano stati fatti esperimenti su di loro, affinchè diventino loro sottoposti, altri dicono siano morti dopo atroci sofferenze, sotto torture terribili che la mente umana e myleriana nemmeno può immaginare. Siamo tutti spaventati a morte. Io per primo. Ho il terrore che Mainart possa essere la prossima. Naturalmente siamo quelli più al sicuro dato che siamo dentro ad una montagna. Le nostre case sono le più nascoste, le più tranquille. I bambini non sanno nulla. E nulla devono sapere. Per questo tutti sembriamo sereni. Ma so che in cuor nostro siamo tutti terrorizzati a morte. Oggi il capo ha detto che raddoppieremo le guardie, ma che comunque dobbiamo stare nel buio a scrutare l’orizzonte. Oggi è un giorno come gli altri. Spero che domani sia lo stesso.”
“Giorno 20, mese III
Altri giorni, molti altri giorni sono passati. Ancora non riesco a credere al massacro che sta avvenendo. Ancora sono terrorizzato. Anzi sono più che terrorizzato. Ho una paura tale che non è descrivibile. Almeno non conosco parole che possano descriverla appieno. Oggi sono arrivate ancora notizie e abbiamo saputo che solo poche città sono rimaste. E’ terrificante che le più grandi e gloriose e potenti civiltà del piano attualmente conosciuto possano aver perso la guerra e possano esser cadute. I migliori condottieri esistenti erano morti e i maggiori comandanti, i più grandi strateghi esistenti sono caduti. Ogni speranza è finita. Spero solamente che la mia fine arrivi in fretta. Spero solo che possa finire tutto in fretta, in modo indolore. Alcuni pensano che i Superni siano stati uccisi da questo Signore della Guerra, Comandante supremo o Superno, come molti lo chiamano. In questi pochi mesi di notizie continue di disfatte e combattimenti persi dal genere umano, molta gente spaventata e atterrita da tutto ciò, aveva dato diversi soprannomi a Drarth. Drarth. Chissà cosa prova nel uccidere e nello sperimentare, sempre che sia vero che fa esperimenti sui prigionieri. Non riesco veramente a capire perché lo faccia. Quale sia il gusto che prova in tutto ciò. Soprattutto non riesco a capire come abbia ottenuto tutto questo potere da distruggere molti piani diversi. Come faccia a passare da un piano all’altro quando vuole, almeno credo. Di quale tecnologia altamente superiore è dotato? Di certo non lo saprò mai, di certo non in questa vita. Ora devo aspettare. Solo aspettare. Ma aspettare cosa? Una vittoria? La vittoria? No, no, non succederà mai. L’unica cosa che devo aspettare, probabilmente e quasi sicuramente, beh, è la Fine. Ma non una fine normale, da soldato semplice. Tenterò in ogni modo di essere un personaggio principale e non una comparsa, non voglio non essere considerato degno, come fecero i miei, genitori, sempre che così li si possa chiamare. Voglio essere IL soldato.”
“Giorno 1, mese VI
Non arrivano notizie da ormai tre mesi. L’ultima notizia parlava di battaglie perse e città abbattute e razziate di tutte le tecnologie e i beni che possedevano. Non so più a cosa credere. Sto impazzendo, la mia mente non riesce a realizzare che l’Apocalisse sia arrivata, non riesce a credere a tutta questa follia, non riesce a credere che quelle idiozie myreliane a cui non aveva mai voluto dare peso, si stessero realizzando. Ora voglio solamente riposarmi. Stanotte dormirò, per la prima volta, dopo settimane. Avevo sempre il turno di notte e mi offrivo anche per quello di giorno. Volevo essere presente all’arrivo di quella straordinaria, mastodontica e terrificante macchina di morte. Spero solo non arrivi stanotte. Come, in verità, spero non arrivi mai. Se riuscissimo a rimanere nascosti sarebbe la cosa migliore, poiché abbiamo abbastanza mucche e pecore da far riprodurre, al fine di vivere abbastanza.”

 

Queste sono solo alcune delle pagine da lui scritte. Pagine che descrivono la disgrazia. Pagine che spiegano il motivo per il quale bisogna credere ai myreliani. Pagine che vanno trovate dai posteri. Pagine che lui spera vengano lette. Pagine che continueranno ad essere scritte fino al suo arrivo. Fino all’arrivo di Drarth, la Fine.

Edited by GrecoGenoa

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Non sono riuscita a leggere tutto il gdr ma è carino , mi piace il modo in cui scrivi.

L'unico problema - tra l'altro anche stupido - è che hai sbagliato a scrivere myraliano , da Myralis.

E' comunque molto carino :)

Edited by Àlepas

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Secondo perchè parli dei myraliani come un popolo non umano.

 

Cyl, ti ricordo che gli abitanti di Myralis non erano solo umani

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Cyl, ti ricordo che gli abitanti di Myralis non erano solo umani

Se è così , perché i miei personaggi

non sono elfi dei boschi?In gdr siamo tutti umani (purtroppo)

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Edited by Àlepas

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Se è così , perché i miei personaggi

sono elfi dei boschi?In gdr siamo tutti umani (purtroppo)

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Beh questo è un problema grave, lo staff di Aurora e lo staff di Fw avevano idee diverse su come regolare il GdR, credo che tu possa raccontare i fatti di Myralis solo come una leggenda, poiché qua non esistono altre razze oltre a quella umana

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Guardate, vi rispondo immediatamente e senza nessun tipo di astio!

Sil

1) Ok ho sbagliato a scrivere e comunque non è che ne parlo come una razza diversa da quella umana, ma come degli estranei che si sono inseriti nel mondo degli umani. Tutto qui.

2) I bambini possono non sapere nulla, almeno secondo il mio pg, perchè chiusi in casa quando c'erano le notizie, ti ricordo che è una città in una montagna, teoricamente abbastanza isolata e lontana. Non so se fosse lontana in Game da Spes, ma non avendo giocato, immagino lo fosse.

Spero di aver soddisfatto ciò che avete puntualizzato.

P.S.

Grazie! (Sil)

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Sì, Mainart era decisamente lontana da Spes, essendo su un'isola a Nord-Ovest... più che altro era un'isola pianeggiante e non c'erano montagne (te lo dico solo per dovere di cronaca, non voglio criticare il tuo lavoro :) )

Edited by Àlepas

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Grazie a tutti per i complimenti! Spero di potervi deliziare nuovamente con altri pezzi, quando sarà necessario che li scriva!!

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Puoi anche scriverli quando non "è necessario" eh :asd:

XD..... Se non sbaglio ne ho scritto uno proprio oggi a scuola. Quasi quasi lo uso come GDR per il mio PG...... XD

Ti drogherò con i miei GDR e non potrai più farne a meno!!

_Cyliah_ likes this

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Le risposte gdr off devono essere messe sotto spoiler, ricordatevi che siamo in una sezione GDR ON.

Questa volta ci penso io, ma occhio per le prossime volte!

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Devi scrivere: [spoiler] Testo che vuoi mettere sotto spoiler [/spoiler]

Edited by Adegheiz

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Non capisco una cosa, com'è possibile che Anismis Eundalimun è stato abbandonato dai sui genitori appena nato durante l'attacco di Spes e a distanza di un anno dall'evento come citato nelle prime cinque parole del Gdr diventi soldato, cioè all'età di un anno?

Edited by Àlepas

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