kataskematico

[Letorian/Eseldur] [Gdr canonico] Quinta parte: salvataggi

16 risposte in questa discussione

Piano di Letorian

Protettorato di Spes

Anno della Fondazione 2657

 

Le doppie, triple immagini del Padre Superno si susseguivano in quello scenario di morte e distruzione, muovendosi velocemente. Al suo fianco, la nebbia nera che ricopriva Mìju trapassava ogni tanto alcune figure umane, troppo spaventate per rendersi conto di essere state a contatto con il dolore.

"Com'è strana l'umanità" disse, guardando di sbieco un ragazzino imberbe, trucidato dai proiettili.

"Cosa ti stupisce?" chiese Kaskemàs, con gli occhi concentrati in avanti.

"La capacità di sopportare il dolore, immagino. O l'incapacità di provarlo davvero. Prima che quest'emozione - la mia emozione - raggiunga l'apice, svengono, collassano oppure semplicemente muoiono"

"E questo ti fa sentire..."

"...imperfetto. Non riconosciuto per le mie doti, per i miei regali. Capisci quello che voglio dire?"

Kaskemàs sorrise "sono il Tempo, come non capirti, figlio"

Sorpassarono un gruppo di spesiani inginocchiati a terra, molti dei quali chiamavano a gran voce i nomi dei Superni. Alcuni invocavano proprio lui, il Padre Superno.

"Li aiuterai?" chiese Mìju.

Dal cielo, un luccichio metallico divenne sempre più grande, a folle velocità. Un mostro d'acciaio e ossidiana atterrò pesantemente a terra, provocando grandi crepe sul terreno. Un braccio irto di cartucce si girò velocemente ed enormi rivoli di scintille sfavillarono.

"No, non loro" disse Kaskemàs, mentre il gruppetto di disperati veniva falcidiato dalla mitrata.

"Chi allora? Cosa diamine siamo venuti a fare, qui? Vuoi rivedere il fratellino?"

"Lui non è qui" rispose il Padre Superno "e tecnicamente, non è mio fratello. Vieni, siamo quasi arrivati"

Diverse aeronavi stavano scendendo a terra, alcune di esse avevano da poco spento i motori dall'odore e dal rumore insopportabili, che già diversi soldati buhhuiti stavano scendendo correndo, con le armi in mano. I due Superni attraversarono i plotoni, invisibili ai mortali. Kaskemàs attese diciassette secondi immobile, fino a quando un lastrone di marmo cadde da un edificio della Piazza, uccidendo tre buhhuiti in un sol colpo. Poi sorrise, vedendola.

"Eccola qui, la prima" disse contento.

Dietro di lui, il resto del plotone buhhuita lo attraversò e puntò verso un altro gruppo di spesiani. Mìju serrò le braccia e guardò suo padre, incuriosito.

 

Cinque, quattro, tre, due...

 

Mentre i soldati uccidevano tutti i civili, Kaskemàs alzò un dito. Le teste dei soldati buhhuiti esplosero senza rumore, lasciando a terra un'unica superstite: una donna sui vent'anni, completamente ricoperta di sangue. Tremante di folle paura, la mortale arretrò carponi, poi si mise in ginocchio e infine si alzò, correndo.

"No, non da quella parte" mormorò Kaskemàs, facendo cadere un lampione proprio di fronte alla donna. Questa fece un giro di novanta gradi, procedendo verso destra.

"Così va meglio" disse il Padre Superno, poi si rivolse al figlio "se fosse andata avanti, sarebbe sopravvissuta solo due mesi, fino a quando sarebbe stata stuprata e uccisa da dei predoni, qui tra le macerie di Spes"

"E adesso, invece?" chiese Mìju.

"Beh, ora uscirà da Spes. Almeno, in questa dimensione. In quella dei Coralli Rosa avrei dovuto salvare un ragazzino di otto anni, che sarebbe diventato padre esattamente diciotto anni dopo, nello stesso giorno in cui sarebbe morto. Nella dimensione dell'Acqua che Non Scorre invece sarebbe stato un cavallo a..."

"E smettila!" sbottò il Superno del Dolore "atteniamoci a questa, di dimensione. Abbiamo finito? Hai finito di giocare?"

 

No.

 

Il secondo bersaglio fu un uomo, sempre sui vent'anni. Stava per essere schiacciato da una folla di Spesiani, aveva già ricevuto diversi calci e ne mancava solo uno alla testa, prima che soccombesse.

 

"Ancora trentasette secondi" disse Kaskemàs. Poi si volse verso il figlio, mentre la sua testa si sdoppiava e ritornava normale "dai, chiedimelo"

La nebbiolina nera tremò e sfarfarllò per alcuni istanti "Posso farlo io?"

Kaskemàs gli indicò la scena, facendo un inchino.

"Oh, finalmente" disse Mìju, avanzando.

 

Quattro, tre, due...

 

Questa volta il gruppo di persone implose, anzichè esplodere. L'uomo a terra, che stava urlando tenendo le mani sopra il suo corpo, si accorse solo dopo qualche secondo che era completamente solo, per un raggio di decine di metri. Si guardò intorno, vedendo solo diverse gocce di sangue a terra.

"Ah, ma questa è arte" disse Kaskemàs, ridendo.

"Devi vedere cosa riesco a fare con i liquidi" rispose il figlio, accennando un ringraziamento col capo.

L'uomo scappò via come la donna di prima, senza chiedersi cosa ne fosse stato degli spesiani che lo circondavano.

 

Mìju inarcò un sopracciglio, facendo una muta domanda al padre.

"Ancora uno" rispose questi.

Si diressero verso il palco, dove solo sangue e membra discorpate testimoniavano quella che fu una presenza umana.

"Siamo arrivati tardi, qui" disse Mìju.

"Il tempo è il tempo, tardi è una parola assurda" declamò Kaskemàs.

Intorno ai due Superni, i movimenti, i rumori e gli odori sembrarono rallentare, il procedimento continuò fino a quando tutto si fermò, con le aeronavi immobili nel cielo e i fumi degli incendi bloccati, come dipinti su quadro. Poi tutto tornò a muoversi, all'inverso.

Da terra miliardi di schegge cominciarono ad alzarsi in aria, unendosi tra di loro, fino a comporre delle assi di legno. Queste tornarono a concatenarsi tra di loro, fino a creare un palco, dove ossa, muscoli, sangue e organi si ricompattavano, formando persone.

"Ecco, qui sotto" disse Kaskemàs, indicando poco sotto il palco.

Un'enorme luce li avvolse, poi scappò via lontano, verso il centro della piazza e poi verso l'incrociatore buhhuita. Lì si bloccò.

"Può bastare. Ti presento la salvezza di Letorian"

Mìju si mise a ridere "questo ometto? E chi è mai, un grande guerriero dalmascano? Un imperatore helyano? O uno di quei pazzi pseudoscienziati modernisti?"

"E' un professore" disse Kaskemàs "occhio, sta per ricominciare"

Il fascio di luce scese velocemente dall'areonave, abbattendosi sulla piazza. Decine e decine di pietre e mattoni scardinati salirono in cielo, mentre la striscia luminosa puntava dritto verso il palco. Mentre tutto scompariva di nuovo alla presenza del fascio fotonico, Kaskemàs protesse con il suo stesso corpo il mortale.

"Che bel calduccio" mormorò il Padre Superno.

Finita l'esplosione di morte, Kaskemàs guardò il suo salvato, che già si stava mettendo in piedi.

"Ah no, tu rimani qui"

Diverse travi di legno piombarono sopra l'uomo occhialuto, sommergendolo.

Kaskemàs si girò verso Mìju "ora possiamo andare"

 

Poche ore e migliaia di morti più tardi, Mijenon venne liberato dalle assi di legno che lo tenevano incastrato.

"Grazie, grazie!" gridò "oh, grazie! Voi..."

Ammutolì, quando vide le uniformi nere e gli elmi dello stesso colore dei suoi soccorritori.

"Superni, aiutatemi" sussurrò.

Uno dei buhhuiti si avvicinò a lui, scrutandolo negli occhi.

"Esiste un solo Dio, te lo dico una sola volta: non bestemmiare"

Stanco, spaventato ma non per questo diventato improvvisamente idiota, Mijenon annuì tremando "E... esiste un solo Dio"

Il buhhuita annuì "e il suo nome è Drarth"

"E il suo nome è Drarth"

"Forse" disse il soldato "potrai vivere ancora per qualche ora. Alzati in piedi, infedele"

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"Nessun Superno salva il fedele.

Nessuna Luce illumina l'abisso.

Nessun Eretico sabota il viaggio.

Solo il Lidor nel cuore e negli occhi di chi procede."

Iscrizione dell'entrata delle catacombe di Vargarad.

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Kata quando leggo i tuoi racconti ho sempre stampato in faccia un sorriso da ebete. Complimenti veramente.

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Kata quando leggo i tuoi racconti ho sempre stampato in faccia un sorriso da ebete. Complimenti veramente.

 

Dovresti vedere quando ballo!

 

Questa mi ha fatto morire, la metto in firma! xD

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"Così va meglio" disse il Padre Superno, poi si rivolse al figlio "se fosse andata avanti, sarebbe sopravvissuta solo due mesi, fino a quando sarebbe stata stuprata e uccisa da dei predoni, qui tra le macerie di Spes"

"E adesso, invece?" chiese Mìju.

"Beh, ora uscirà da Spes. Almeno, in questa dimensione. In quella dei Coralli Rosa avrei dovuto salvare un ragazzino di otto anni, che sarebbe diventato padre esattamente diciotto anni dopo, nello stesso giorno in cui sarebbe morto. Nella dimensione dell'Acqua che Non Scorre invece sarebbe stato un cavallo a..."

 

Griffin.png

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