Sign in to follow this  
Followers 0
aretu

[GDR contest betakey] Interventismo

14 posts in this topic

Preambolo, boschi attorno all’ingresso di Daramain, 2657 d.F.

 

<< Signor Masarus, sono arrivati quei carichi di legna da Daramain! >> urlava un giovane operaio. Deadu era poco distante dall’uomo, in una piazzetta o meglio in quella che sarebbe diventata una piazza, una semplice zona lastricata con un pozzo centrale, lussuosa per un villaggio in piena foresta e distante dalle strade più importanti, Masarus stava controllando noiosamente i progetti riguardanti la zona, ormai li conosceva a memoria, aveva avuto modo di sperimentarli molte volte alcune anche in maniera infelice. Per lui la giornata stava trascorrendo troppo lentamente, eppure era come le altre volte, forse gli mancava la sua pipa; aveva scoperto da poco il vizio del fumo, o forse semplicemente era stanco della vita che conduceva, era diventato governatore, molte responsabilità erano ricadute su di lui, non che la cosa non gli piacesse ma rimpiangeva i giorni in cui era un semplice costruttore e viaggiava liberamente per la provincia…<<Signore il carico…>> diceva l’operaio, che si era avvicinato a lui in quel momento di noia: << Governatore,mi deve mettere una firma qui…e qui…>> la voce dell’operaio si era bloccata, guardava verso Sud, in direzione di Spes << Ma cosa sta?..>> un forte bagliore come un onda partì da Spes e investi tutta la zona fino a infrangersi sulle Montagne Scudo…Masarus pensava solo a una cosa: << Il portale…Il portale è stato aperto >> ripeteva quasi meccanicamente, ma i visi stupefatti degli uomini lì presenti vennero sostituiti da smorfie di paura e terrore. La profezia si era avverata. Quasi a confermare quell’orrido pensiero, una scossa di terremoto cominciò a far tremare le strutture, come zattere in una tempesta venivano distrutte, sgretolate dalle rabbiose onde del mare così una a una le case crollavano, i costruttori correvano in tutte le direzioni, alcuni morivano sotto le travi che quella stessa mattina avevano fissato, altri colpiti da mattoni pericolanti, la bianca pietra della piazza si stava colorando di rosso.Masarus era lì, sapeva di dover far qualcosa lo doveva fare: << Nella foresta! Ritornate in voi siete uomini di Daramain! Nella foresta lontani dagli edifici!>> Il frastuono del terremoto e lo sgretolarsi degli edifici era alto, solo poche persone riuscirono ad ascoltare Deadu. Alla fine di 30 lavoratori solo 10, compreso Masarus, si erano salvati. Una pesante atmosfera era discesa su quel piccolo assembramento, sguardi di sconforto si scambiavano quei nove operai, la giornata era stata completamente stravolta. Solo poche ore prima brindavano con un po’ di birra intonando qualche canto da osteria. Ora avevano visto la morte e la distruzione regnare tutto intorno, le case che dovevano essere costruite erano diventate delle macerie, che potevano benissimo concorrere con i ruderi degli eremiti, ma la preoccupazione maggiore riguardava Spes; “cosa” o “chi” era uscito dal portale. Tutto questo attraversava la mente di Masarus, poteva fare delle ipotesi, forse la profezia dei myraliani si era avverata, se quello fosse arrivato veramente su questo piano poche sarebbero state le probabilità di sopravvivere nei giorni seguenti. “Pensa Masarus, pensa! Cosa fare? Cerca di razionalizzare” << Signore, ora? >> disse un uomo li vicino, la mente di Deadu venne richiamata, quasi come se avesse messo il viso in un catino di acqua fredda. << Dirigetevi a Daramain, lì vi riunirete con gli altri cittadini e potrò discutere con il Jenmana, vi precedo!>> Detto questo si diresse velocemente verso un cavallo e parti al galoppo verso Daramain.

Uno scenario inquietante si profilava agli occhi di Masarus. Le mura a protezione della conca erano crollate, i detriti ovunque. Anche la piccola diga li vicino doveva aver ceduto visto la quantità d’acqua che stava scorrendo, le statue dei due nani erano però integre tranne qualche decorazione che era caduta al suolo. Il portone non era di certo in buone condizioni: i grossi cardini di destra si erano rotti, e ora una delle ante era distesa al suolo. Masarus quasi non voleva addentrasi verso l’ampia scalinata ma sapeva di doverlo fare, sapeva di doversi riunire con il resto del Jenmana.

 

Contemporaneamente, a Daramain

 

Era iniziato come una vibrazione appena percettibile, al limite dell’udito umano, e poi si sviluppò in una terribile onda tellurica.

Un frastuono ruppe il silenzio delle tetre gallerie di Daramain: le pareti e le colonne vibrarono, << Terremotoo! >> esclamò qualcuno tra la folla, che quotidianamente affollava le vie della città.

<< Al riparo sot…>> l’uomo non fece in tempo a terminare la frase che una grande porzione dell’elaborato soffitto cadde, seppellendolo nel pavimento.

Il panico pervase le sale.

La gente iniziò ad urlare ed a spingersi, tutti temevano che Daramain stesse crollando, quindi molti si diressero verso l’uscita, temendo di restare per sempre schiacciati sotto i duemila metri di roccia che proteggevano la città.

Alcuni caddero e altri, noncuranti li calpestarono, le guardie cercavano invano di ristabilire l’ordine. Altri pezzi si staccarono, dai soffitti e dalle case, mentre una delle grosse colonne del salone cedette e si rovesciò a terra, facendo uscire la lava che scorreva al suo interno. La lava peggiorò la situazione, invadendo il pavimento, e creando quello che è più simile ad una visione del Nether.

 

Ferlan, come ogni giorno, si stava dirigendo al Palazzo, tornando dal veliporto, e fu, come tutti d’altronde, colto alla sprovvista dagli eventi. Percepì una lieve sensazione di elettricità nell’aria, negli istanti appena precedenti alla scossa. Non avrebbe mai potuto pensare che quella tiepida giornata sarebbe stata così sconvolgente, quando si era svegliato semplicemente per andare ad Avalon a consultare i trattati storici sul Modernismo, e ad amoreggiare con le donne Myraliane, di cui si stava appassionando negli ultimi anni. Eppure il fato era in attesa. Nei primi secondi della scossa l’istinto era stato quello di correre al riparo, e per questo scelse un anfratto roccioso dietro alla statua di Master, sperando che almeno il tempio progettato da Howl Kurotsuchi fosse all’altezza della fama dell’architetto che lo aveva realizzato. Così fu, almeno finchè un immenso pezzo di pietra cadde dal soffitto nel lago centrale di lava e causò una esondazione del liquido rosso e incandescente. Allora Ferlan dovette correre per la propria vita. Maledicendo sia Kazuya che Master, si rifugiò nella stalla, insieme ad altri passanti che ebbero la stessa idea. Uno degli uomini, stravolto, lo aveva riconosciuto:

<< Mastro Ferlan, cosa succede a Daramain? Abbiamo appena iniziato a riprenderci dalla guerra di trent’anni fa e….>>

Ferlan non lo stava ascoltando, pensava alla bella città e al cumulo di macerie in cui si stava trasformando sotto ai suoi occhi. Pensava al nonno Fertur e immaginò che si sarebbe rivoltando nella sua tomba (di lava) se avesse mai visto un tale spettacolo. Vide una donna ferita e subito la aiutò ad estrarre il figlio dalle macerie in cui si trovava. Appena smosse una trave, tuttavia, metà del solaio della stalla crollò, intrappolandolo e schiacciandogli un braccio.

 

La scossa era durata solo centoventi secondi, giusto il tempo necessario all’ampia nave Buhhuita ad uscire dal tessuto sfrangiato dello spazio-tempo in prossimità del portale. Ma nessuno a Daramain poteva saperlo. Anzi quasi nessuno, perchè fortuna volle che Minifèr avesse lasciato in pianta stabile una vedetta, in cima al veliporto. La vedetta aveva a disposizione uno strumento a lenti, che aveva inventato Edard Stail Walnut o uno della sua progenie di inventori, e che serviva a vedere alle lunghe distanze. Quasi le cadde la barba quando, sonnecchiando e usando il cannocchiale per spiare le ragazze che facevano il bagno nel fiume attorno Spes, sentì la vibrazione e vide quell’enorme ammasso uscire dall’Antico Portale. Non sapendo cosa fare, inviò messaggeri al Palazzo Jenmana, ma, così facendo, si chiese se mai sarebbero arrivati vivi e vegeti alla fine dei quattro chilometri di gallerie fino al palazzo stesso.

 

Quando la scossa ruppe il silenzio Albert Kurotsuchi era assopito nella lettura nella sua casa al Giardino, sentì la terra tremare, ma la sua casa, ben progettata non subì gravi danni. Decise comunque di dirigersi scendere al piano terra, vide con sollievo che l’antico albero piantato dai fondatori della città era ancora lì in piedi, solo delle foglie erano cadute. Incontrò Royal che guidava le guardie cittadini e coordinava i primi aiuti. << Royal! ROYAL! Riunione al Palazzo Jenmana! Se conosco bene quelle vecchie volpi, immagino che siano ancora vivi e vegeti! >> << Sono duri a morire quei due! Riunione di emergenza!>>

 

Palazzo Jenmana, dopo la scossa

 

Si ritrovarono tutti e quattro, nonostante la rovina dilagante in giro per la città e i molti cittadini che si accalcavano alle uscite, quasi completamente bloccate. Erano tutti stanchi, impolverati, e insanguinati di sangue proprio, misto a quello dei cittadini che avevano provato a salvare. Erano allibiti, dato che nessuno sapeva cosa avesse causato quel terremoto, il primo così forte vissuto dalla città nei suoi 150 anni di vita. Rimasero semplicemente a fissarsi, con sguardo interrogativo. Il silenzio surreale fu bruscamente interrotto da un messaggero, che entrò ansimando e porse a Royal una pergamena malconcia. Lui la lesse mentalmente e poi inizio:

 

<< Al Jenmana. Il nostro osservatore al veliporto nuovo ha notato attività presso l’Antico Portale di Spes. Apertura portale e uscita di aeronave.>>

 

Non poteva sapere che lo stesso nano osservatore era morto pochi minuti dopo la stesura del messaggio con il crollo della torre e delle aeronavi di classe silverfish che erano lì parcheggiate.

 

Proseguì Kowl.

 

<< Sia lodato il coraggio e la dedizione di quest’uomo. Qualcuno di voi può solo immaginare cosa è uscito dal portale?>>

 

Si era rivolto in particolare a Deadu e Albert, consapevole che le loro famiglie erano di antica discendenza, come aveva letto nella biblioteca di Avalon. Pareva addirittura Jagdiana per Deadu! Nonostante avesse letto delle guerre del passato nei suoi studi di scienza strategica, però non aveva colto, come lo aveva colto Deadu, il pericolo insito nelle parole.

 

Masarus interruppe Kurotsuchi mentre stava iniziando a raccontare delle sue letture con tono acculturato.

 

<< Abbiamo due alternative: una pessima e l’altra tremenda >>

 

Ferlan gli disse, reggendosi il braccio spezzato:

 

<< Sappiamo che la tua famiglia è antica e nobile. Parla, per Thor! >>

 

<< La prima alternativa, la pessima, sarebbe quella di scappare e fuggire nel nord, lontano, a morire di stenti nei ghiacci, per allontanarci da Spes il più possibile..

 

Fece una lunga pausa

 

<< Ma i racconti di mio padre, e le voci che ho sentito dai myraliani, mi farebbero propendere per l’altra alternativa..>>

<< La terribile.. >> Iniziò Albert, impaziente.

<< La terribile..>> esitò qualche secondo << Raccogliamo l’esercito e marciamo a Darkabir!>>

 

Subito a Royal si accese una scintilla nello sguardo, appena sentì la parola esercito. Gli altri furono quasi sbalzati via dai loro scranni. Ferlan notò nella voce di Deadu una convinzione così forte e così primordiale, da renderlo immediatamente convinto della proposta, e decise di fidarsi dell’istinto del nano, già nella mente vide la Silverna, la gloriosa ammiraglia, alzarsi in volo e dirigersi a Spes. Albert fu terribilmente traumatizzato.

 

<< Ma.. ma.. i rischi della faccenda? Il nostro popolo sta soffrendo… dobbiamo salvare i libri dal palazzo… i portoni sono bloccati… >>

 

Lo interruppe Deadu:

<< Avevo dato ordine ai membri del mio clan di far detonare tutte le uscite per sbloccarle. Il popolo sarà salvato dai cadetti dei nostri clan! Mettiamoci a testa dell’esercito e andiamo! >>

 

Tutti annuirono sollevati, e Royal partì a cavallo per radunare i drappelli, che coraggiosamente e disciplinatamente erano quasi tutti stipati, in attesa, nelle caserme o nelle birrerie, anche se resi malconci e in parte decimati dai crolli. Personalmente incaricò il suo federe scudiero Minifer di correre con la guarda personale a Darkabir a fare il punto della situazione al Veliporto Principale.

 

Dopo una mezzora si misero alla testa di una variegata turbe di soldati: drappelli degli Scudi Dorati, delle Asce Taglienti, degli Elmi Bitorzoluti, dei genieri di Afnefal, e molti altri, provati nell’animo e nel fisico almeno quanto i loro comandanti. I pochi cittadini che arrancavano nelle vie e non erano fuggiti gonfiarono i petti a vedere cotanta sicurezza e orgoglio negli occhi di chi sfilava. Fortunatamente i genieri riuscirono in poco meno di una notte a liberare e puntellare i tunnel diretti a Darkabir.

 

Minifer li aspettava orgoglioso e li accolse dicendo:

 

<< La nave è pronta a partire. Le scosse non l’hanno danneggiata.....>>

 

La voce era seminascosta dal fragore violento di numerosi bang sonici, che, anche se nessuno di loro sapeva, segnavano l’arrivo dell’intera, dannata, flotta buhhuita, che erano proseguiti da tutta la notte precedente.

 
EDIT

Mi ero scordato di dire che l'abbiamo scritto io, Mayurik e deadsadbadmad  :troll:

Edited by Arètu

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

Bel gdr, bravo Aretu! Anche se dal punto di vista stilistico non mi piace tanto :/

è molto easy busy ;)

 

Edited by Arètu

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nonostante l offesa ricevuta dopo essere stato definito scudiero , i genieri di afnefal mi hanno riportato il sorriso sul viso

inviato dal mio lalalaalala usando afne

aretu likes this

Share this post


Link to post
Share on other sites

Messaggi di Jànpis e Leujàn XVII nascosti per spam, ricordatevi che le risposte gdr off devono essere messe sotto spoiler.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nonostante l offesa ricevuta dopo essere stato definito scudiero , i genieri di afnefal mi hanno riportato il sorriso sul viso

inviato dal mio lalalaalala usando afne

A parte che non era un'offesa! E se hai letto bene il tuo pg era cardine del racconto.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Da ora inizio a nascondere tutti i messaggi gdr off, partendo da minifera....

Share this post


Link to post
Share on other sites

Al compagno ferlan :

il sottoscritto, borig miniferúl, voleva sottolineare l' ironia della sua prima affermazione riguardante il suo racconto mastro ferlan, ho aprezzato i riferimenti anche se incorretti a mio padre: egli non era uno scudiero bensi un generale.

Ricorderó fin che avró vita le gesta dei genieri di afnefal.

Saluti compagno!

inviato dal mio lalalaalala usando afnef

Edited by Mìnfer

Share this post


Link to post
Share on other sites


Per gli Antenati, l'ammiraglia si chiama Silverna, non Viverna!
Pliz, change that name. Gli occhi mi sono implosi quando l'ho letto.
Per il resto gg, molto carino.

edit

Share this post


Link to post
Share on other sites

Compagno Borig

Ironia? Macchè! Le scrivo dalla stiva della Viverna, e mi scuso se la calligrafia è resa illeggibile, ma le prime scaramucce con le aeronavi buhhuite hanno danneggiato un baglionoide di dritta, e quindi si balla un po'. Lo scudiero che stiamo citando era un membro della sua famiglia che avevamo accolto nel Palazzo Jenmana come scudiero, o meglio, come "Mano del Jenmana" (tipo hand of the king aka assistant3). Lei l'avevamo data per disperso dopo i primi crolli, in quanto generale e a nome del Jenmana le affido la reggenza della città finchè moriamo combattiamo contro Buhhu. In alternativa, qualora volesse raggiungerci, la aspetteremo al punto di ritrovo "D45" che come lei ben sa, è al Clan Portal. Per inciso, alle macerie del Clan Portal. Il ritrovo è previsto tra 4 giorni standard.

 

Felice che sia ancora vivo!

Gloria a Thor!

Ferlan

Share this post


Link to post
Share on other sites

Capisco, un piccolo malinteso la mia famiglia non ha mai avuto una gran fantasia per i primi nomi.

Torneró al clan portal il prima possibile , vi porteró nei cunicoli che il mago del clan, simo sdoppiatorul shivus ha scavato anni orsono, lí saremo al sicuro e potremo morire di vecchiaia raccontandoci le storie e rimembrando daramain.

Felici saluti

Borig Miniferúl

inviato dal mio lalalaalala usando afnef

Edited by Mìnfer

Share this post


Link to post
Share on other sites
Sign in to follow this  
Followers 0

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.